Corrado Iozzia / Testo critico

“Ritengo fondamentale, nell’arte, l’approccio curioso, genuino, infantile e spontaneo, per chi osserva ma soprattutto per chi crea. E’ nell’astrazione dei preconcetti razionalistici, che si apre una nuova gamma di sensazioni ed espressioni, una luce che scopre i colori nelle cose di tutti i giorni, un vento che spazza le polveri pigre del tempo, per lucidare le materie e lasciar brillare i cristalli.

 

Iozzia si rivolge agli astri, con la genuina umiltà di uno spettatore ma con il desiderio di riuscire a racchiuderle in un circolo di biro o poterli fermare sotto la punta del pennello. E’ la fulgida aspirazione del ricercatore, quella che brilla nelle sue opere, l’audacia di chi vuole entrare in relazione, non dominare ma dialogare, con i mondi che si trova attorno. Grave il segno e pesante il colore pallido, tanto quanto l’astrazione gravitazionale che tiene l’autore al suolo; un approccio semplice al ridisegno di una dimensione umana del cielo. Un percorso brillante, che sottolinea come la più semplice ricostruzione, “realistica”, possa aiutare a svezzare i linguaggi dal concettualismo, dal citazionismo, dall’autoreferenza.

 

Forse un audace immolarsi alle possibili disquisizioni sofistiche o più probabilmente, un semplice romantico volo pindarico contemporaneo, quello che serve per muovere da un certo immobilismo autoreferenziale d’oggi.”

 

(dal catalogo Realismi e Linguaggi - L’odore del blu – testo critico di Antonio Sarnari)