Andrea Migliore / Testo critico

Gli scatti del progetto "Inanima" di Andrea Migliore sono il risultato di una
ricerca puntata alla esplorazione dell'essere umano, esemplificato in un'entità
radicalizzata, simbolica, spogliata di ogni tentativo di autodeterminazione e, di
conseguenza, priva di anima.

 

Una visione personale, espressa in una estetizzante pulizia formale che non
attenua ma incornicia il filo conduttore degli scatti, ovvero la difficoltà dell'essere
umano di trovare la propria via all'esistenza. L'impatto è quello di un urlo nel
vuoto, un muto atto di ribellione, un'azione/reazione all'impotenza di ognuno di
fronte al decaduto ruolo centrale del singolo.

 

Le forme sono essenziali, crude, prive di sovrastrutture. Il buio è protagonista, a
tratti squarciato dalla sola luce della luna piena o da quella dei lampioni di una
stazione ferroviaria abbandonata.

 

E sono proprio questi squarci di luce naturale a fungere da elemento di vita,
simbolico segno del fatto che, anche di fronte alla più cupa delle prospettive,
esiste la possibilità di rinnovarsi e ritrovare la propria anima. Niente è mai
perduto del tutto.

 

Carlo Ducci